Fonti

Indipendentemente dai documenti relativi al titulus Pudentis o basilica Pudentiana e al titulus Praxedis, e dagli Atti leggendari, i nomi di Potenziana e Prassede, quali sante martiri romane, figurano negli Itinerari del sec. VII, dai quali risulta che esse erano venerate dai pellegrini nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria. La Notitia Ecclesiarum Urbis Romae (Itinerarium Salisburgense) dice: « Postea ascendens eadem via (Salaria) ad sancti Silvestri Ecclesiam, ibi multitudo sanctorum pausat… et in spelunca, Crescentius martyr et in altera S. Prisca martyr et Praxidis (sic!) ».

Il De locis le menziona nello stesso cimitero: « Iuxta eamdem viam Salariam S. Silvester requiescit… et alii quamplurimi; id est S. Caelestinus, S Potentiana, S. Praxedis… S. Semetrius, et in una sepultura CCCLXII ».

La Notitia portarum di Guglielmo di Malmesbury nei Gesta regum anglorum dice: « Deinde basilica S. Silvestri ubi jacet… et ibidem martyres CCCLXV in uno sepulcro requiescunt et propre, Paulus et Crescentianus, Prisca et Semetrius, Praxedis, Potentiana pausant ».

Successivamente le due sante sono menzionate in alcuni codd. del Martirologio Geronimiano: Potenziana al XIV Kal. Iunii (19 maggio) nel cod. Richnoviense del sec. XI e in altri codd. posteriori; Prassede al XII Kal. Augusti (21 luglio) nei codd. Epternacense (sec. VIII) e Richnoviense citt.; le due date dipendono dagli Atti leggendari.

Sempre nel sec. VIII il Capitulare Evangeliorum di Wurzburg indica alle stesse date la festa, menzionando per Potenziana anche il giorno della Statio: Fer. III (Ebd. III in quadrag.).

Infine le due sante sono menzionate nel Kalendarium Vaticanum della basilica di S. Pietro (XII sec.), Potenziana il 19 maggio e Prassede il 21 luglio.

Gli Acta o Gesta.

Gli Acta o Gesta delle due sante fanno parte di quelle raccolte agiografiche chiamate Leggendari o Passionari romani. Composti intorno al V-VI sec., o anche più tardi, soprattutto ad uso dei chierici e dei monaci per fornire loro sia le lezioni per gli Uffici liturgici, sia letture pie, i Passionari si diffusero ampiamente negli ambienti religiosi dell’alto e basso Medioevo.

Le Gesta di Potenziana e Prassede si compongono di tre parti: due lettere ed un racconto, tutto di mano di un personaggio chiamato Pastore (v.) testis oculatus.

Nella prima parte Pastore, prete di Roma, scrive a Timoteo, discepolo di S. Paolo, per narrargli quanto segue: Pudente       « amicus Apostolorum… a beato Paulo doctus; qui et te docuit », dopo la morte di suo padre Punicio, di sua madre Priscilla e di sua moglie Savinella, ha trasformato la propria dimora, situata « in loco qui appellatur vicus Patricii », in una chiesa, con l’aiuto di Pastore, che diviene il primo prete del titulus Pastoris. Pudente morì lasciando due figli, Timoteo e Novato, e due figlie, Potenziana e Prassede. Le due sorelle, d’accordo con Pastore, e con l’approvazione di papa Pio, costruirono un battistero nella chiesa fondata dal padre ed operarono le conversione dei numerosi loro domestici, che sul luogo ricevono il Battesimo, e di molti altri pagani. Papa Pio visita spesso il piccolo gregge che abita il titulus offrendovi a volte il S. Sacrificio secondo le loro intenzioni.

Potenziana muore il XIV Kal. Iunii, all’età di sedici anni ed è sepolta nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria presso il padre Pudente. In occasione della morte della sorella, Prassede riceve la visita del fratello Novato il quale, ammalatosi a sua volta poco tempo dopo, riceve la visita di Prassede, di papa Pio e del prete Pastore, quindi muore dopo avere ceduto i suoi beni a Pastore e Prassede. E’ in tale occasione che Pastore invia la lettera a Timoteo, fratello di Novato, per mezzo di Eusebio, suddiacono della Chiesa di Roma, per narrargli tutto ciò e per chiedergli di confermare la donazione fatta da Novato.

Nella seconda parte Timoteo risponde accettando le disposizioni di Novato per quanto riguarda i beni di famiglia e dando a Pastore e a Prassede la facoltà di disporre a loro piacimento.

Nella terza parte Pastore continua il suo racconto. Prassede chiede a papa Pio di erigere nelle terme di Novato in vico Patricius ed il papa acconsente intitolando la nuova chiesa alla B. vergine Potenziana. Erige inoltre un’altra chiesa in vico Lateranus intitolata alla B. vergine Prassede, ne fa un titulus e vi pone un battistero.

Simone Pignoni, S. Prassede, Musée du Louvre, ParisDue anni più tardi scoppia una persecuzione e Prassede nasconde nel suo titulus un gran numero di cristiani. Ma l’imperatore Antonino, venutone a conoscenza, ne fa arrestare e mettere a morte un gran numero tra i quali il prete Semetrius e altri ventidue. Prassede, durante la notte, raccoglie i corpi dei martiri e li seppellisce nel cimitero di Priscilla (VII Kal. Iunii), quindi, grandemente afflitta da questi mali, ottiene con le preghiere di morire qualche giorno più tardi, VII Kal. Aug. Pastore ne seppellisce le spoglie nel cimitero di Priscilla accanto a quelle di Pudente.

Culto e Reliquie.

Rimane certo che il culto liturgico verso le due sante è assai antico. Prova ne è come abbiamo già detto, che Potenziana e Prassede sono menzionate in alcuni codd. del Martirologio Geronimiano in cui il dies natalis è indicato alla data tradizionale.

Esse non compaiono nella Depositio martyrum (IV sec.) né nei Sacramentari Leoniano, Gelasiano e Gregroriano, mentre sono menzionate nel Capitulare Evangeliorum di Wurzburg (VIII sec.).

Le troviamo ancora nel Kalendarium Vaticanum della basilica di S. Pietro (sec. XIII), in cui Potenziana (nella forma Pudenziana) è festeggiata il 19 maggio e Prassede il 21 luglio (giorni tratti dalla leggenda apocrifa). Il Capitulare Evangeliorum indica anche il giorno della Statio: « Ad Sca Potentiana: feria III, Edb. III in quadrag. »

Manca peraltro l’indicazione della Statio per Prassede e, secondo il Morin, ciò si dovrebbe al fatto che per la Statio del lunedì santo S. Prassede fu sostituita al titulus Fasciolae (SS. Nereo e Achilleo) soltanto alla fine del Medioevo.

Sappiamo che sotto papa Pasquale I (817-824) il 20 gennaio 817, duemila e trecento corpi di martiri furono trasferiti dagli ipogei all’interno della città e ripartiti tra le varie chiese, misura resasi necessaria per evitare il ripetersi delle devastazioni e dei sacrilegi verificatisi durante le invasioni dei Longobardi. La Chiesa di S. Prassede, ricostruita da questo papa, che ne era stato il cardinale titolare, fu da lui particolarmente favorita ed è più che probabile che proprio in questa occasione le reliquie di Potenziana siano state trasferite nella chiesa di Pudente e quelle di Prassede nella chiesa di S. Prassede, fondatrice della chiesa stessa (da non confondere, parrebbe, con la santa delle catacombe). Risulta chiaro che i due titoli furono scelti o per ragioni di omonimia o, anche, sotto l’influenza della leggenda delle due sante. Le loro reliquie furono probabilmente deposte, come d’abitudine, sotto l’altare maggiore.

In occasione della trasformazione della chiesa Pudenziana da parte del card. Enrico Caetani, suo titolare (1586-1599), un nuovo altare maggiore sostituì l’antico e, come commemora un’iscrizione del 1586, le reliquie di Potenziana (Pudenziana) insieme ad altre, furono ricollocate sotto il nuovo altare: «  … sub hoc altare recollocate sunt; et inferius reliquiae corpis D. Christi Virginis Pudentianae, quae omnia R.P.D. Henricus Cardinalis Caetanus S.R.E. Camer. in tituli restauratione invenit et honorificentius reposuit… ». Questo altare fu a sua volta sostituito dall’attuale, dono del card. Giovanni Maria Gabrielli, titolare della chiesa (1700-1711), già monaco cistercense.

Quanto alle reliquie si Prassede, anch’esse riposano nel titolo che porta il suo nome insieme, parrebbe, con reliquie di Potenziana e di altri personaggi, nella cripta della chiesa, raccolte in quattro antichi sarcofagi striati. Un’iscrizione indica che le reliquie di Prassede e Potenziana riposano nel sarcofago in basso a destra (Lib. Pont., II, p. 64).

Da quanto fin qui detto risulta evidente che la trasformazione del nome Potenziana in quello di Pudenziana si è operara nel corso dei secoli sotto l’influenza dell’appellativo del titolo romano nel quale si concentrò la devozione verso la santa.

Dal IV e tutto il VI sec. La chiesa porta esclusivamente il nome del fondatore, Pudente: Titulus Pudentis, ecclesia Pudentiana. Dal VII a tutto l’VIII sec. si nota già una certa tendenza a chiamare il titulus Ecclesia S. Potentianae. Dal IX al XVI sec. la chiesa viene ancora talvolta chiamata ecclesia S. Potentianae, ma sempre più spesso S. Pudenziana (nella pianta di Roma del Du Pérac-Lafréry [a. 1577] si legge ancora Titulus Potentianae). Dal XVII sec. Sino ad oggi la chiesa è chiamata esclusivamente S. Pudenziana. E così l’aggettivo che indicava il fondatore del titolo è stato trasformato in sostantivo personale identificato e sostituito a quello di s. Potenziana.

Iconografia

L’iconografia di Potenziana e Prassede si ispira soprattutto alla loro leggenda che le fa figlie di Pudente, amicus aostolorum, mettendole anche in relazione con gli apostoli Pietro e Paolo. Nelle rispettive chiese sono ancora conservati antichi dipinti e mosaici di grande interesse. Qualcuno ha creduto di ravvisare una rappresentazione delle due sante nelle due misteriose donne che fanno corona agli apostoli Pietro e Paolo, del famoso mosaico del IV sec. Che orna l’abside della chiesa Pudenziana. Ma ciò non è esatto poiché, secondo il simbolismo dei primi secoli della Chiesa romana, questi due personaggi rappresentano, come in S. Sabina all’Aventino, la Chiesa della circoncisione (Ecclesia ex circumcisione) e la Chiesa dei gentili (Ecclesia ex gentibus) onorati ciascuna il proprio apostolo (s. Pietro e s. Paolo).

Una delle più antiche rappresentazioni delle due sante è l’affresco della fine del IX sec., abbastanza ben conservato, ritrovato nella chiesa Pudenziana in occasione degli scavi del 1891, in uno dei corridoi sotterranei (il primo a destra), dove, in una nicchia rettangolare sulla volta, è raffigurato s. Pietro tra Potenziana e Prassede. La nicchia e l’affresco sono probabilmente le ultime vestigia di un umile oratorio sotterraneo esistente in quel luogo nel Medioevo e dedicato al principe degli apostoli e alle due sante.

Un’altra pittura murale della stessa epoca, raffigurante la Madonna come Regina con ai lati le due sante che le offrono le loro corone, si vede ancora sopra il piccolo altare in fondo alla cripta sotto l’altar maggiore della chiesa di S. Prassede. Il dipinto, piuttosto danneggiato, parrebbe ritoccato o addirittura ridipinto sull’antico modello nel XVI sec.

La più bella rappresentazione antica di Potenziana e Prassede, si trova nel grandioso mosaico dell’inizio del IX sec., dovuto alla munificenza di papa Pasquale I, che orna la conca absidale della stessa chiesa di S. Prassede. Intorno alla maestosa figura del Cristo, a sinistra s. Paolo presenta al Signore s. Prassede e a destra s. Pietro gli presenta s. Potenziana; le due sante vestono un velo, la corona di martiri.

Nella stessa chiesa, nella splendida cappella di S. Zenone, tutta ornata di mosaici, costruita da Pasquale I come cappella funeraria di sua madre Teodora, ed in cui furono trasportate a sua cura le reliquie del martire s. Zenone, sopra la porta della parete sinistra, si può ammirare un piccolo mosaico della stessa epoca del precedente, in cui figura la Madonna accompagnata dalle due sante e dalla madre del papa, Teodora Episcopa con nimbo quadrato, segno che, a quel tempo, elle viveva ancora.

Nella stessa cappella, questa volta in una nicchia sopra l’altare, si trova un altro mosaico, raffigurante la Vergine con il Bambino circondata dalle due sante che recano in una mano la loro corona e con l’altra indicano la Madonna. Questo mosaico è opera del XIII sec.

Ritornando alla chiesa di Pudenziana possiamo ammirarvi ancora le belle e antiche sculture a medaglione del tempo di s. Gregorio VII (1073-1085) che ornano oggi il ricco fregio della porta di ingresso alla chiesa. Il medaglione centrale reca lagnello divino, i due a sinistra s. Pastore e s. Potenziana e i due a destra s. Prassede e s. Pudente.

Alla stessa epoca è databile il grande affresco raffigurante la Madonna col Bambino e le due sante, che orna, dietro l’abside, la cappella dell’attuale via C. Balbo, dipendenza della chiesa Pudenziana.

Fra le opere d’arte di epoca più recente relative a Potenziana e Prassede, segnaliamo, nella stessa chesa Pudenziana sopra l’altar maggiore, un quadro di Giovanni Bernardino Nocchi (m. 1803) raffigurante Potenziana nella gloria celeste. All’interno della cupola decorata da Niccolò Cercignani, detto il Pomarancio (m. 1596), Potenziana e Prassede vi figurano tra altri santi.

Nella chiesa di S. Prassede ricordiamo il dipinto di Domenico Maria Muratori (1662-1749) raffigurante la santa che raccoglie il sangue dei martiri.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

 

Di seguito viene riportato il susseguirsi delle famiglie dei festaroli dal 1984:

       dal

       al

          famiglia del Festarolo

Settembre 1984 Settembre 1985 CRESCENZI Maria
Settembre 1985 Settembre 1986 LUCANTONI Mario /CRESCENZI Genoveffa
Settembre 1986 Settembre 1987 DI MATTIA Cinzia
Settembre 1987 Settembre 1988 DE SIMONE Monica
Settembre 1988 Settembre 1989 GENTILI Daniela
Settembre 1989 Settembre 1990 VITTORI Laura
Settembre 1990 Settembre 1991 CRESCENZI Lorenzo
Settembre 1991 Settembre 1992 RUGGERI Salvo
Settembre 1992 Settembre 1993 FACCHINI Patrizia
Settembre 1993 Settembre 1994 NEGRI Maria Lia / LUCCHINI Giorgio
Settembre 1994 Settembre 1995 N.D.
Settembre 1995 Settembre 1996 CRESCENZI Amedeo
Settembre 1996 Settembre 1997 DE SIMONE Franco
Settembre 1997 Settembre 1998 FABRIZI Roberto / CICCAGLIONI Eleonora
Settembre 1998 Settembre 1999 LUCANTONI Luigi
Settembre 1999 Settembre 2000 FABRIZI Raffaele
Settembre 2000 Settembre 2001 LUCANTONI Pasqualino / LORINA Iolanda
Settembre 2001 Settembre 2002 CRESCENZI Lorenzo
Settembre 2002 Settembre 2003 CRESCENZI Maria
Settembre 2003 Settembre 2004 LUCANTONI Giuseppe
Settembre 2004 Settembre 2005 LUCANTONI Ada
Settembre 2005 Settembre 2006 FACCHINI Patrizia
Settembre 2006 Settembre 2007 FABRIZI Daniela
Settembre 2007 Settembre 2008 GALANTI Roberto
Settembre 2008 Settembre 2009 GENTILI Daniela
Settembre 2009 Settembre 2010 VITTORI Daniela
Settembre 2010 Settembre 2011 PACE Daniela
Settembre 2011 Settembre 2012 FABRIZI Raffaele e Lucia
Settembre 2012 Settembre 2013 CRESCENZI Amedeo
Settembre 2013 Settembre 2014 LUCANTONI Franco
Settembre 2014 Settembre 2015 FAILLA Carmelo e CUVA Giada
Settembre 2015 Settembre 2016 FAMIGLIA Di MATTIA
Settembre 2016 Settembre 2017 ZAGARIA Gennaro
Settembre 2017 Settembre 2018 VITTORI Emilia

 

Alcuni altari edificati dai festaroli dove viene esposta la Statuetta di Santa Prassede:

 

 Altare Giada Cuva - settembre 2014

 

  Altare Giada Cuva - settembre 2014 

   Altare Giada Cuva - settembre 2015 

 Altare Giada Cuva - settembre 2014

  

Altare Crescenzi Amedeo Altare Lucantoni Franco

 

Altari

 

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