Oliveto Sabino (600 metri slm) è una frazione del Comune di Torricella in Sabina.

Sorge, presumibilmente, sul luogo dove esisteva l'aborigena dei Sabini "Trebula Mutuesca". Tale ubicazione è rivendicata anche da Monteleone Sabino, però quella località risulta fondata da un monaco farfense, quindi in età posteriore alle prime notizie che si hanno sull'esistenza di Oliveto Sabino.

Queste notizie sono desunte da un codice farfense del VII secolo dopo Cristo, in cui si parla per la prima volta dell' "Oppidum di Oliveto", quando Monteleone non era ancora stato fondato.

Infatti Leone Crescenzio, uomo nobile, monaco dell'ordine di S. Benedetto, fondò "Castrum Montis Leonis" moltissimo tempo dopo che era già sorto l' "Oppidum di Oliveto" dalle rovine di "Trebula Mutuesca": di quest'ultima si hanno notizie già dall'814.

Oliveto è situato in una amena cerchia di monti, con illimitate bellezze naturali.

E' un paese di schietta impronta medioevale, dominato da un ben conservato palazzo dei Principi di Santa Croce che risale al 1500. Della medesima epoca è la Chiesa Parrocchiale e la caratteristica piazzetta antistante.

Gli olivetani sono quanto mai ospitali e cordiali con tutti; Oliveto è in effetti una grande famiglia che sa riconoscere nell'essere che gli vive accanto un vero amico ed un fratello. Oliveto non è, né vuole diventare un paese mondano e non offre quindi attrattive di lusso.   

Su come sia giunto il culto di santa Prassede a Oliveto Sabino si possono solo avanzare ipotesi, per cui è ragionevole ritenere che intorno al 1600 qualche sacerdote proveniente da Roma abbia fatto conoscere la storia di questa Santa e in quell'epoca sia iniziata la costruzione della chiesetta campestre di Santa Prassede “al fosso”.  

Le origini della Chiesetta rupestre di Santa Prassede al Fosso si immergono nelle notti leggendarie.  

La leggenda narra che la Santa sarebbe apparsa ad alcune pastorelle che custodivano il bestiame nei pressi del torrente e  chiedeva insistentemente che si edificasse una chiesetta in suo onore. 

 

Persuaso, il Parroco decise con i popolani di iniziare la costruzione di un monastero: ma la parte che si costruiva durante il giorno, veniva misteriosamente disfatta la notte.  

Impressionati da ciò compresero che il desiderio di Santa Prassede era solo quello di avere, in quella località, una piccola chiesetta per essere ivi venerata. 

La chiesina ha conservato la stessa struttura originale da quando è stata edificata. 

 

Sull'altare della chiesetta troviamo un affresco del 1696 che raffigura la Santa, alla cui sommità vi è la scritta "A.D. 1696 dicatum" , in perfetto stile bizantino, raffigurante la Vergine al centro, Santa Barbara, Patrona della Diocesi di Rieti e Santa Prassede, patrona di Oliveto. 

La Chiesina è continua meta del pellegrinaggio di fedeli e curiosi che, il 21 luglio e la prima domenica di settembre di ogni anno, vi si recano per rendere omaggio alla Santa, pregare e stare in allegra compagnia, trovando ristoro sia nella fonte naturale a ridosso della chiesa che nelle leccornie devoto omaggio dei fedeli olivetani.

 


 

I resti delle mura

Alcuni devoti volontari di Oliveto intenti alla ristrutturazione della chiesetta di Santa Prassede al fosso (settembre 2015), hanno riportato alla luce ulteriori resti delle mura che "verosimilmente" appartenevano alla parte di costruzione del monastero che di giorno veniva costruito mentre di notte "misteriosamente" veniva distrutto.

 

   

 

 mura mura  

 

Siamo alla ricerca di foto di altari e di feste di Oliveto degli anni passati.

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